Bahamas ..squali in un paradiso da difendere.

14 ottobre 2010

Con la settimana europea dello squalo 2010 Missione Blu, desidera portare in risalto un’altra realtà sconcertante di pesca indiscriminata e mancata salvaguardia dell’ecosistema marino dall’altra parte dell’oceano.

Un articolo apparso sul Tribune  ha messo in evidenza un’allarmante previsione  ed è per questo che Missione Blu  ha deciso di appoggiare e diffondere in Italia la petizione di  Cristina Zenato.

 Nel bellissimo video ideato per lei da  Joe Romeiro  si vedono gli squali caraibici di barriera, ora in pericolo assieme ad altre specie residenti alle Bahamas come lo squalo longimano, lo squalo toro, lo squalo tigre, lo squalo limone e e lo squalo nutrice.  A seguito del video un breve sunto dell’articolo dove si spiega che cosa andrà ad accadere se non si prenderanno urgenti provvedimenti  per salvare questo paradiso blu.

Per firmare la petizione ed aiutare Cristina Zenato > http://www.thepetitionsite.com/takeaction/549/487/335/

 

 Grande preoccupazione alle Bahamas e per chi si impegna giornalmente nella salvaguardia e difesa degli squali.

Una società di esportazione di cetrioli di mare, la Sunco Wholesale Seafood, commercialmente impegnata a nutrire gli appetiti di migliaia di cinesi, può ora  prendere in considerazione l’espansione delle sue attività a North Andros ( l’isola più grande dell’arcipelago bahamense) includendo la raccolta dei ricci di mare ed il commercio di pinne di squalo con l’avvio della conseguente pratica dello shark finning attraverso la cattura incontrollata di squali in tutto l’arcipelago.

Cetrioli di mare pronti ad essere esportati in Cina.

Dietro a roccambulesche giustificazioni di aumento dei post di lavoro per le comunità cinesi, la Sunco Wholesale Seafood, con la pesca indiscriminata di ricci e squali, rischia così di metter in serio pericolo l’intero ecosistema della barriera corallina. 

Al momento, nell’arcipelago non ci sono regole per controllare la raccolta dei cetrioli di mare e non sono state fatte valutazioni approfondite dei quantitativi del pescato e dell’ impatto sulla fauna e flora marina finora causato.

GALEOCERDUS CUVIER Squalo Tigre

 Gli squali sono indifesi, non protetti da leggi,  perché essi non sono mai stati commercialmente pescati nelle acque di questo arcipelago meraviglioso.

Qui migliaia di subacquei da tutto il mondo ogni anno si immergono per osservare  diverse specie di squali affidandosi a centri specializzati che li accompagna nei punti di accentramento.  

Baha Mar Resort

 La BNT ( Bahamas National Trust http://www.bnt.bs/) , già allertata dalla presenza di centinaia di cinesi che già risiedono a Nassau (capitale delle isole bahamensi situata nell’isola di Paradise) per costruire lo stadio nazionale nel campo Oakes, si appresta a lanciare una potente campagna di protezione degli squali in vista dei prossimi 5.000 cinesi che giungeranno per costruire Baha Mar, un resort innovativo pronto ad accogliere nuovi turisti alla fine del 2014.

----------- Cristina Zenato ---------- Foto di Thaddius Bedford

 Ma noi che cosa possiamo fare realmente per evitare questo massacro?  

Cristina Zenato,  italiana, manager ed istruttore presso l’UNEXSO – Underwater Explorers Society,  è famosa nel mondo per saper interagire con queste creature incomprese in maniera magica. 

Nel 94 ha appreso la tecnica della “tonic immobilty” una sorta di ipnosi applicata con tocco leggero sul muso degli squali da Ben Rose che ha iniziato a studiare questo metodo già dai primi anni 90. Cristina ha incominciato sucessivamente ad esplorare le diverse applicazioni, dall’aspetto sub, dove mostra alla gente un animale diverso da quello che “credono di conoscere”, alla rimozione di ami, alla rimozione dei  parassiti e al prelievo di DNA senza grandi traumi. Una donna forte e determinata legata da una grande passione per il mare e che Ben Rose ritiene  meritatamente aver superato il maestro.

Cristina Zenato e Ben Rose

Ora Cristina, assieme a diverse associazioni ed amici, sta raccogliendo firme per mobilitare le autorità ed impedire il massacro di queste creature importantissime con la creazione di leggi che impediscano il permesso di pesca di tutti gli squali residenti nelle acque bahamensi.
———– Cristina Zenato durante la “Tonic Immobility” ———– Foto di Eddy Raphael

Per firmare la petizione ed aiutare Cristina Zenato > http://www.thepetitionsite.com/takeaction/549/487/335/

L’informazione e il passaparola è stata da secoli l’arma vincente di tante battaglie, considerate in partenza difficili o addirittura perse. L’immobilità crea  rassegnazione e la rassegnazione crea morte. E’ per questo che Missione Blu crede fortemente nel potere delle petizioni e nella raccolta delle firme per poter arrivare fino alle autorità, sensibilizzare l’opinione pubblica, creare leggi e regole volte alla salvaguardia di specie a rischio come gli squali. Con una firma potreste salvare diversi squali da questa barbaria e dalla scomparsa di diverse altre specie marine legate alla catena alimentare  dei mari di tutto il pianeta.

Alcuni possono fare spallucce alludendo al fatto che gli squali non ci riguardano..ma non è così.   Tutto quello che riguarda la natura, il mare e la sua cura e salvaguardia ci interessa direttamente, perché è dal mare che arriva la vita, sempre e comunque.

 Per saperne di più : 

  CristinaZenatoProfile

http://www.unexso.com/index.php

 ww.joeromeiro.com/

http://www.protect-the-sharks.org/about-sharks/gimme-a-hug/

http://www.tribune242.com/09062010_sharkfins_news_pg52010-09-06T09-28-08

  


ALLERTA SQUALO ? SHARK ALERT

8 febbraio 2010

  

Questo video messaggio è il riassunto perfetto da diffondere al mondo intero.

Perchè bisogna cambiare visione riguardo agli squali, perchè bisogna salvaguardarli e conoscerli meglio!

Diffondetelo il più possibile… anche agli amici che conoscono lo squalo attraverso le pellicole cimematografiche.. quelli che dicono che… lo squalo mangia l’uomo.. quelli che non sanno cosa sta accadendo nei mari di tutto il pianeta Terra.

This video message is the perfect summary to spread to the whole world.

Because we needs to change vision concerning sharks, because we needs to safeguard them and to know better them!

Spread it the more possible… also to the friends that only know the sharks through the movies.. those that say that the shark eats the man.. those that don’t know what is happening in the seas of the whole planet Earth..

Sharkwater : clicca per vedere il trailer

SHARKWATER


Fin che la barca va..lasciamola distruggere…

10 gennaio 2010

Non ci sono commenti, solo dolore e desiderio di immergersi ed andare a visionare che cosa si è aggiunto a queste ferite ieri mattina a Woodhouse-Tiran, Sharm el Sheik.

Giungono poche, ma prezziose notizie dalla comunità italiana che lavora nella zona …

Pare che il cargo “China Shipping Lines Hamburg” della “Seaspan Corporation”, scagliatosi la mattina del 31 dicembre scorso,  sia stato spostato dal reef, con l’aiuto di un rimorchiatore.. 

Intanto su You Tube appaiono le prime immagini dei danni provocati dall’impatto.

In attesa di dettagli… meditiamo su come gli interessi economici continuino indisturbati a provocare danni enormi alle bellezze del nostro pianeta…


Uno squarcio al cuore di Tiran.

6 gennaio 2010

 Missione Blu voleva aprire l’anno con un’articolo dedicato alle emozioni che si provano durante un’immersione, ma purtroppo si è vista impegnata a cercare maggiori informazioni sull’incidente che è avvenuto l’ultimo giorno dell’anno appena lasciato alle spalle. 

Grazie ad amici blu che abitano a Sharm el Sheik e a testimoni di passaggio, che hanno assistito per caso al grave evento, è stato possibile imbastire questo articolo .

 

    

 Per chi non conoscesse questa località stupenda del Mar Rosso, ci troviamo esattamente di fronte all’isola di Tiran, ad un’ora circa di navigazione da Sharm el Sheik, all’imbocco del golfo di Aqaba.

Ogni giorno questa zona è trafficatissima da barche che rilasciano in mare centinaia e centinaia di subacquei provenienti da tutto il mondo. In ordine di sequenza, da nord verso sud, ci sono 4 stupendi reef: Jackson, Woodhouse, Thomas e Gordon.   

 

    

Woodhouse, di forma allungata,  si trova tra Thomas e Jackson ed è qui che sono stati girati miriadi di video amatoriali e professionali in cui si vede tutta la ricchezza di questi fondali meravigliosi. E’ un punto di immersione senza cime fisse di ancoraggio dovuto alle forti correnti ivi presenti e i subacquei affrontano quello che si chiama una “drift dive” con un conseguente rientro in barca spesso accompagnato da moti ondosi di notevole entità.     

    

Un immersione spesso adrenalinica che regala forti emozioni …

A  circa 30 – 35 metri vi sono funghi madreporici, splendide gorgonie con ventagli disposti ad angolo retto, cespugli di coralli neri, coralli molli … ed un’apoteosi di colori e di forme si scagliano nel blu.

    

Numerosissimi gli avvistamenti di aquile di mare,  di tartarughe intente a cibarsi di spugne, di schiere di pesci fuciliere, grossi carangidi e barracuda.    

 

 Ma l’incontro più spettacolare che i subaquei hanno spesso in questo luogo è quello con gli squali pinna bianca, stanziali a Woodhouse nei piccoli anfratti e nel canyon situato al lato orientale del reef.

  

    

 Ma torniamo in dietro a quello che era l’ultimo giorno del 2009.   

 Sono passate da poco le 8 del mattino ed un cargo containers  lungo 259 metri c. a pieno carico (4.250 tonnellate) si scaglia contro il Reef di WoodHouse,  rimanendo sopra di esso e mostrando gran parte della chiglia di prua.    

Questo grosso cargo, invece di passare per la rotta denominata “enterprise” posta tra Gordon Reef e la costa del Sinai, destinata alle navi che scendono lungo il golfo di Aqaba  ha, al momento inspiegabilmente, cambiato tragitto e centrato il reef  dell’isola di Tiran, divenendo così triste compagno di altre due navi già presenti ed incagliatesi in passato: la  ”Lara” arenata a  Jackson reef e la “Louilla” sul Gordon.  

La nuova nave incriminata e’ la  “China Shipping Lines” battente bandiera di Hong Kong, costruita in Korea nel 2001 , per la “China Shipping Company” , di propietà della  “Seaspan Corporation”.  

Era diretta a Singapore e lo scorso anno aveva gia avuto un altro incidente nel porto di Hong Kong con conseguente riparazione della prua.    

 

Da quanto si apprende dal bollettino informatico della stessa  “Seaspan Corporation” , facilmente visionabile on line,  dai rapporti preliminari non vi sono stati feriti tra i membri d’equipaggio, ne tanto meno riversamenti di oli o combustibile nelle acque antistanti il reef  causati dal forte impatto.    

La società pare stia ora coordinando con le autorità egiziane le modalità d’ ispezione e successivo disincagliamento del cargo.    

 Ma torniamo alla zona danneggiata.

La testimonianza di Alessandro, istruttore sub ed accompagnatore di un gruppo di italiani, che si trovava in barca quella mattina all’entrata del golfo, è preziosa:   

 I danni credo siano notevoli.
Il mercantile proveniva da nord e si è incagliato esattamente a metà del reef. L’abbrivio ( termine marinaresco che significa “procedere per inerzia di un’imbarcazione quando la spinta delle vele o del motore è terminata ) gli ha fatto superare il reef ed ora è appoggiato a mezzanave al centro; il cargo  è entrato dal lato nord ed è uscito da quello sud. La nave era a pieno carico.. dovrebbe pescare 6-8 metri ed essere larga circa 20. A grandi linee, osservando da lontano pare che l’area danneggiata dovrebbe essere pari ad una striscia larga 20-30 metri circa, lunga come tutta la larghezza del reef, fino ad una profondità di 4/5 metri circa . Praticamente deve aver creato un piccolo passaggio al centro del reef. Non sono stato in grado di avvicinarmi, ma qualcuno che era vicino mi ha detto che la chiglia del cargo container era molto danneggiata ma che non ci dovrebbero essere problemi di riversamento di sostanze tossiche… Quella nave si trovava in un posto dove non avrebbe assolutamente dovuto essere. Spero che il capitano vada sotto processo..Inoltre, visto che ha messo la nave completamente sul reef doveva anche andare piuttosto veloce! Dall’orientamento della nave si direbbe che non abbiano avuto il minimo sentore di quello che stava succedendo….

 
   

Osservando le foto al satellite ed un prezzioso video apparso su You Tube, Alessandro ha proprio ragione.  Per la massa della nave e per la sua posizione, sicuramente l’impatto deve essere stato violentissimo.

  Il nostro pensiero va alla devastazione del reef sottostante.     

E’ stato comunque un miracolo che tutto questo sia avvenuto prima che le barche rilasciassero i sub in mare e che non vi siano state vittime..
La stazza della nave e la sua posizione lasciano presagire che le eventuali operazioni di recupero non saranno ne semplici, ne brevi.
    

Sperando che le future manovre non provochino altri danni, non ci resta altro che scongiurare l’ipotesi che  il peso della nave non arrechi ulteriori ferite alla barriera ed aspettare dettagliate informazioni riguardanti lo stato reale del reef.    


1a lezione blu

26 dicembre 2009

 

Imparare a sentire il Mare

      per capire che da Esso

         tutto nasce e tutto torna …

 


Dal Mare … Vita !

17 dicembre 2009


NASCITA

12 dicembre 2009

Stiamo lavorando

per creare un blog di informazione

con consigli e notizie direttamente

dalle profodità del mare!

Il mare ha bisogno di ognuno di noi per ritornare ad essere più blu, più pulito e sicuro!

L’uomo nei secoli è stato capace di navigare sopra di Esso alla scoperta di nuovi continenti cercando ed ottenendo risposte …ora è il mare che ha bisogno di aiuto e chiede all’uomo di mettersi in discussione, di attivarsi attraverso opere di sensibilizzazione e di divenire più consapevole e responsabile.

Ognuno di Noi può essere una goccia importante per un mare più bello… da qui nasce MissioneBlu!

A prestissimo con tanti buoni propositi e consigli blu!


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