Nuda tra gli squali.. per salvarli!

Missione Blu ha molto a cuore la salute e la difesa degli squali del pianeta e oggi vi presenta una donna che si impegna costantemente per la loro salvaguardia in Sud Africa e non solo.

Lesley Rochat subacquea, fotografa, giornalista, attivista, oratrice, ma più conosciuta come la Shark Warrior “Squalo Guerriera, si è spogliata per nuotare nel mare di Durban tra quelle creature ancora troppo demonizzate e condannate a morte dall’uomo.

Questa donna bellissima infatti, simulando di essere lei stessa la vittima di un grande amo, con l’aiuto di altre due donne (una la conoscete già, è Raffaella Schlegel, subacquea e fotografa italiana) si immerge tra squali “danzanti” ed inscena il tutto senza tralasciare anche momenti esilaranti e un po’ pericolosi ..non certo per gli squali!.

Nel video che alleghiamo potete vedere alcune immagini da dietro le quinte del lavoro di preparazione.

Ma cosa c’è veramente dietro tutto questo? Con questo breve filmato Lesley invia al pubblico un potente messaggio:

” GET HOOKED ON CONSERVATION, BAN DRUMLINES  – Fatti agganciare nella conservazione e banna le drumlines*

L’unico e mirato scopo è quello di lanciare la campagna di sensibilizzazione contro l’abbattimento di squali  in Sud Africa ed in Australia che avviene per mezzo di reti antisqualo  e “drumlines”, le famigerate batterie di boe a cui sono fissate  grossi ami con esche.

Se si desidera essere parte attiva si può aderire alla campagna firmando la PETIZIONE che trovate a questo link > 

https://secure.avaaz.org/en/petition/KwaZuluNatal_Sharks_Board_Ban_Drumlines_Shark_Nets_in_South_Africa/?cjYRdcbhttp://

Per saperne di più, vi suggeriamo di visitare il blog di Lesley Rochat  e la sua pagina Facebook :

http://www.lesleyrochat.com: 

– https://www.nosharkcull.org

– https://sharkwarrior.com

FRANCESCA N. MANCA PER MISSIONE BLU WORD PRESS

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La balena artica che migra al sud.

La balena della Groenlandia, nota anche come balena franca della Groenlandia, balena artica, è una balena appartenente alla famiglia delle balene franche, i Balenidi. La “bowhead” è chiamata così per la sua bocca a forma di arco ed è di colore nero con una macchia biancastra sul mento, interrotta da una ‘collana’ di macchie nere. A questa balena manca la pinna dorsale e di solito è visibile dalla superficie dell’acqua grazie alle sue protuberanze che partono dalla testa per arrivare a metà schiena Le femmine sono più grandi dei maschi, ma per il resto i due sessi sono generalmente di aspetto simile. Si pensa ce ne siano rimaste non più di 17.000. E’ stata per millenni un bersaglio facile grazie alla sua andatura lenta e pacifica per i cacciatori indigeni, tuttora autorizzati a catturare non più di 69 esemplari all’anno in base alle norme IWC, dell’Alaska , Chukotka e della Groenlandia. 1180604042

Dopo molti anni di ipotesi discordanti sul numero delle specie di Balenidi, recenti prove genetiche indicano che ne esistono quattro specie distinte. Queste specie sono state tradizionalmente suddivise in due generi.

La balena della Groenlandia viene attualmente considerata una specie individuale ed è stata classificata in un genere monotipico fin dagli studi di Gray nel 1821. Le tre specie rimanenti vengono classificate insieme in un genere separato. A supporto di questa suddivisione in due generi vi sono, però, poche differenze genetiche. Infatti, gli scienziati individuano maggiori differenze tra le specie di Balaenoptera che tra la balena della Groenlandia e le balene franche. Tuttavia sembra probabile che tra pochi anni, dopo ulteriori ricerche, tutte e quattro le specie verranno classificate in un solo genere.

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Questa meravigliosa creatura era stata avvistata l’ultima volta nel 2012 al largo della costa di Cape Cod e con grande meraviglia e stupore è stata vista nuovamente a Cape Cod Bay, ossia ancora più a sud. Non era mai stato documentato  nessun avvistamento in questa zona del nostro pianeta e tra i ricercatori e studiosi vi sono contrastanti reazioni di entusiasmo e preoccupazione allo stesso tempo. La presenza a Cape Cod della balena dalla testa ad arco, che abita normalmente l’Oceano Artico e le parti settentrionali lontano dagli oceani Atlantico e Pacifico, solleva profonde domande su come le balene si stiano adattando a un ambiente che cambia negli oceani di tutto il mondo . I ricercatori al momento non possiedono ancora informazioni sufficienti per spiegare se questo spostamento/migrazione sia collegato al cambiamento climatico . Attraverso le numerose foto aeree scattate saranno in grado di identificarle e capire se sono le stesse avvistate anni fa e se le loro abitudine stanno veramente cambiando nuovamente. ©Paul Nicklen - BowheadWhale Esiste un bellissimo documentario di quasi un’ora in inglese che spiega molto su queste creature e vi consigliamo la visione.

Bowhead Whale of the Arctic (Nature Documentary)

Per saperne di più clicca e leggi la fonte originale dell’articolo:

Cape Cod sighting of rare whale raises concerns by Sarah Schweitzer > http://www.bostonglobe.com/metro/2014/04/21/rare-whale-sighting-cape-cod-bay/sEWUplpnGwNYLLwtO2pQQJ/story.html

Altre fonti di informazioni tratte da: – http://it.wikipedia.org/wiki/Balaena_mysticetus – http://it.wikipedia.org/wiki/Balaena_mysticetus

Foto ©Paul Nicklen 

Francesca N. Manca per Missione Blu Word Press

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Il Plankton e come comincia la vita nell’oceano profondo di Tierney Thys

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Nuove tecniche di videoripresa hanno permesso ai biologi e scienziati del settore di poter studiare meglio il microscopico ecosistema degli oceani e rivelare così in tutta la loro complessità una straoridianria bellezza.

La biologa marina Tierney Thys ha ideato questo film concepito per accendere stupore e curiosità su questo mondo nascosto collaborando con Christian Sardet (CNRS / Tara Oceans), Noé Sardet e Sharif Mirshak con il progetto Plancton Chronicles. ( http://parafilms.com/portfolio/the-plankton-chronicles/)

Come comincia la vita nell’oceano profondo?

Dove calamari , meduse ed altre creature marine cominciano la vita? La storia di un riccio di mare svela una bellissima saga di fecondazione , lo sviluppo e la crescita nelle profondità dell’oceano .

Chi è Tierney Thys? > http://oceansunfish.org/t2.php

TED Lessons http://ed.ted.com/lessons/the-secret-life-of-plankton

TED Lessons http://ed.ted.com/lessons/how-life-begins-in-the-deep-ocean

Plankton Chronicles http://www.planktonchronicles.org/en – http://parafilms.com/portfolio/the-plankton-chronicles/

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Storia di due Attoli di Thomas P. Peschak

Video

“Fin da bambino ho sognato l’oceano… “

Inizia così il video di Thomas P. Peschak, scienziato, direttore della conservazione di “Save Our Seas Foundation” e anche fotografo, giornalista per la rivista internazionale National Geographic.

Tartarughe in amore. Foto © Thomas P. Peschak

Ha trascorso gran parte della sua carriera di scienziato e fotoreporter  alla ricerca di un deserto marino incontaminato. Ha scoperto il suo “Sacro Graal” degli ambienti marini in una sezione remota del Canale di Mozambico, unendosi alla spedizione di Save Our Seas Foundation negli atolli di  Bassas Da India e Europa. In questo video egli ci mostra le immagini che ha fermato con la sua macchina fotografica durante la sua esperienza vissuta in uno dei luoghi  in cui ancora sopravvivono perfetti ecosistemi marini del nostro pianeta.

Whale Sharks by © Thomas P. Peschak

Squali e tartarughe e altre creature marine, appaiono nei suoi scatti come creature fiabesche quasi a ricordarci che siamo i fortunati abitanti di un territorio da adorare e proteggere ogni giorno…

© Thomas P. Peschak - 03-bassas-lagoon-galapagos-sharks-580v

A completamento del servizio dedicatogli nel National Geographic intitolato “Storia di due Attoli”  nel numero di aprile 2014, il Save Our Seas Foundation pubblica on line uno speciale servizio fotografico che conduce il lettore nella parte occidentale dell’Oceano Indiano. Attraverso gli scatti magici di Thomas P. Peschak si può osservare un ambiente marino incontaminato, un habitat da esplorare, conservare e da proteggere.

Buona visione.

Per vedere la pagina con l’intero servizio fotografico > JOURNEY TO THE WESTERN INDIAN OCEAN  http://features.saveourseas.com/journey-to-the-western-indian-ocean/

Il servizio fotografico su National Geographic Magazine A Tale of Two Atolls”http://ngm.nationalgeographic.com/2014/04/mozambique-atolls/peschak-photography

TUTTE LE FOTOGRAFIE SONO DI ©THOMAS P. PESCHAK 

Francesca N. Manca per Missione Blu WordPress 

Il Gattopardo di Eleonora de Sabata

Video

Quello che vedete nel video è un piccolo squaletto che ha poco più di sei settimane!.

Lui non lo sa, ma è il protagonista indiscusso del Progetto Stellaris di Eleonora de Sabata, giornalista, fotografa, ed instancabile ambasciatrice porta voce degli squali “partenopei” che si occupa da oltre vent’anni di mare – con un’attenzione particolare agli squali e il Mediterraneo – per stampa e TV nazionali e internazionali.

Dal sito del progetto Hai visto un’ uovo di gattuccio http://www.uovodigattuccio.it apprendiamo che il gattuccio maggiore o gattopardo (Scyliorhinus stellaris) è uno degli squali meno conosciuti del Mediterraneo.

Stellaris è il primo progetto di studio sul gattuccio maggiore o gattopardo, realizzato da subacquei coi subacquei al servizio del mare. La tua segnalazione è importante perché il gattopardo è una delle molte specie (il 42%) di squali e razze del Mediterraneo a rischio estinzione.

Dal sito divulghiamo  l’appello di Eleonora:

Hai visto un uovo di gattuccio maggiore?

Dicci dove e aggiorneremo la mappa delle zone “sensibili”. Hai foto di un gattuccio? Condividila, gli daremo un nome e cercheremo di capire se è già stato visto altrove. Partecipa ai BioBlitz, una festa della subacquea al servizio della scienza .. Il progetto è stato illustrato su molti media nazionali (il Messaggero, l’Arca di Noè di Canale5), è realizzato da MedSharks con il sostegno della Save Our Seas Foundation (qui la pagina del progetto) e di A.DI.SUB.

P.S. Mi raccomando, non toccare l’uovo. Lì dentro c’è uno squalo che MORDE!!! Scherzo, ovvio: però l’embrione è delicato e non dev’essere disturbato.” 

Progetto Stellaris ©Eleonora de Sabata

Presto dedicheremo un articolo a Eleonora de Sabata e ad un altro suo meraviglioso ed ambizioso progetto con protagonisti squali decisamente più grandi! Gli squali elefante!

Francesca N. Manca per Missione Blu WordPress

SLOW LIFE di Daniel Stoupin

Video

Daniel Stoupin, uno studente di dottorato presso l’Università di Queensland in Australia, ha creato un video sbalorditivo che fa spalancare gli occhi sulle diverse forme di vita che abbiamo qui, sulla Terra .

Foto ©Daniel Stoupin

Foto ©Daniel Stoupin

Il suo video ” Slow Life ” unisce migliaia di fotografie “close-up” ravvicinate di coralli, spugne, organismi marini in una combinazione incredibile di macro acquatiche e fotografie time-lapse con metodi all’avanguardia mai visti prima.

Questi organismi si muovono troppo lentamente per poter essere notati bene con i nostri occhi e nel video si entra in un’altra dimensione… quasi irreale!.

Daniel spiega in maniera molto semplice come sia palese la difficoltà di comprensione della “lenta” vita marina e di come sia altrettanto complicato interpretare il suo comportamento considerando l’aggravamento e declino causato da impatto umano.

I sistemi marini sono estremamente delicati e reagiscono alle perturbazioni minime dell’ambiente. Anche se tali alterazioni dei parametri ambientali ci sembrano piccole, sono invece catastrofiche per coralli, spugne, e numerosi altri rappresentanti della vita marina all’apice della salute degli ecosistemi nell’oceano. Attraverso lunghe catene di connessioni le barriere coralline si stanno deteriorando in maniera preoccupante anche per noi, perché noi siamo in ultima analisi, sensibili al nostro habitat come le creature colorate che compaiono nei miei time-lapse…

Foto ©Daniel Stoupin

Foto ©Daniel Stoupin

Se siete interessati a saperne di più sugli organismi e gli ecosistemi marini visitate il suo blog >  www.notes-from-dreamworlds.blogspot.com.au/2014/03/slow-life.html

Buona visione!

Francesca N. Manca per MissioneBlu

Quel magico respiro trattenuto … tra gli squali!

Una volta che entrate nelle profondità del mare, tutto è calmo, tutto è pace. L’agitazione, il rumore e la confusione sono tutti negli strati esterni. Nei recessi più remoti del cuore c’è una riserva di pace, nella quale dovete prendere rifugio. Potete assicurarvi la pace e la gioia realizzando che esse fanno già parte della vostra stessa natura. La vera pace si può trovare solo nelle profondità dello spirito, nella disciplina della mente e nella fede nella base di tutta questa apparente molteplicità. Quando avete la pace è come se aveste dell’oro, col quale poter fare qualsiasi gioiello.

                                                     Maestro Indiano

zuc4La magia dell’immersione profonda senza l’uso di ausili per respirare ma solamente  trattenendo il respiro rimane da sempre il desiderio inconscio dell’uomo nel misurarsi con i suoi limiti ed avvicinarsi all’essere un pesce. Il magico silenzio che aleggia nelle profondità è un richiamo ad ascoltare non solo se stessi ma anche le voci che ci circondano con più attenzione.

La passione per l’apnea porta numerosi atleti non solo a spingersi nel raggiungere record sempre più al limite del possibile, ma anche al desiderio di interagire con le creature degli abissi quasi a voler diventare un po’ come loro. Mante, delfini, balene, aquile di mare.. possono essere solo alcune delle specie marine che questi atleti hanno la fortuna di incontrare durante i loro allenamenti o immersioni ricreative.

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Andrea Zuccari esulta dopo aver conquistato il suo record -135 ! ©FreedivingWorld

Dopo numerosi record e sfide vinte in acque profonde del Mar Rosso, Andrea Zuccari detiene dallo scorso anno il record italiano di apnea profonda in assetto variabile regolamentato. Il 2 dicembre del 2013 Zuccari ha  raggiunto la profondità di -135 metri con l’ausilio di una slitta munita di zavorra ed è risalito in superficie con il suo monopinna in 2′50″ di tempo totale d’immersione. http://www.youtube.com/watch?v=qNz4MQHNuaE Nella nostra intervista Andrea ci racconta: Etichettare gli squali martello in apnea è stato altrettanto emozionante! “ ed attraverso i suoi bellissimi scatti si può “respirare” la grande emozione che ha provato in quelle acque turchesi a contatto con creature tanto temute quanto vulnerabili. L’atleta romano è rientrato lo scorso gennaio dalle Bahamas dove ha preso parte ad un progetto di ricerca e studio unico nel suo genere. Nell’isola bahamense di Bimini presso il “Biological Field Station Foundation sono da tempo residenti ricercatori che svolgono attività di monitoraggio e studio su diverse specie di squali endemici e Andrea è stato invitato dall’apneista e record man William Winram, a collaborare  a “The Watermen Project“. Andrea ci spiega un po’ più dettagliatamente la sua collaborazione.

Andra Zuccari con squalo nutrice.  Photo ©William Winram

Andrea Zuccari scatta una foto ad uno squalo nutrice – Ginglymostoma cirratum.                             Foto ©William Winram

  ” I trasmettitori vengono applicati durante l’immersione in apnea “sparando” con dei fucili appositi vicino alla pinna dorsale dei martelli giganti ( great hammerhead – squalo martello maggiore – Sphyrna mokarranhanno una vita di circa due anni ed emettono un segnale audio.
Tag Action ©Andrea Zuccari

William Winram durante la “taggatura” dello squalo martello con l’apposito fucile.                             Foto ©Andrea Zuccari

In un secondo momento, attorno all’isola, vengono installati dei ricevitori che captano il segnale acustico emesso dai trasmettitoti ogni volta che uno squalo martelo si avvicina a una distanza di 500 mt c.
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Il ricevitore che capta il segnale acustico emesso dal trasmettitore applicato sul corpo dello squalo. Foto ©Andrea Zuccari

I ricevitori vengono recuperati ogni tre mesi per poter scaricare i dati e poter effettuare così una mappa dei movimenti attorno all’isola e in seguito riposizionati per continuare la loro nuova registrazione.”
Transmitter ©Andrea Zuccari

Il direttore del centro di ricerca, il Dott. Tristan Guttridge, mostra il ricevitore e come viene effettuato lo scarico dei dati. Foto ©Andrea Zuccari

Andrea ci spiega inoltre che i “tag” hanno dei colori distintivi a seconda dei luoghi in cui vengono applicati ( vedi foto ) in quanto  esiste uno scambio di dati con  alcuni centri di ricerca in Florida o in altre isole adiacenti.  In questo modo possono arrivare a capire se questi martelli compiono migrazioni di migliaia di chilometri e scoprire così le loro rotte  in base alle stagioni.  

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Uno squalo martello con il “tag” distintivo colorato. Foto©Andrea Zuccari

Perché si usano i trasmettitori audio e non mini trasmettitori satellitari?
“Si usano trasmettitori audio, che emettono una frequenza non percepita ne dall’orecchio umano ne dallo squalo stesso, perché più economici. Un singolo trasmettitore audio costa circa 400 euro l’uno, un trasmettitore satellitare invece almeno 2000 euro l’uno. Al momento purtroppo i fondi del progetto di William Winram  non sono sufficienti ad affrontare tali spese, ma siamo speranzosi in futuro di poter usufruire di tali tecnologie ancora più all’avanguardia e utili per la ricerca.”
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Un bell’esemplare di squalo martello maggiore – Sphyrna mokarran. Foto ©Andrea Zuccari

Ma qual’è lo scopo ed il fine di questi studi?                                                                     “Le isole Bahamas, ci spiega Andrea ” sono un “santuario” dove la pesca degli squali martello e’ già stata vietata dal governo alcuni anni fa. Con questo studio, oltre che a monitorare le abitudini di questi animali e i loro spostamenti, si vuole dare un ulteriore aiuto alla ricerca che mira a scoprire i loro presumibili spostamenti sulle coste della Florida sensibilizzando così altri governi ad instaurare ulteriori divieti di pesca per questi esemplari e altre specie di squali nel mondo sempre e comunque a rischio di estinzione.”

William Winram - Andrea Zuccari presso il centro di ricerca squali di Bimini, Bahamas.

Tristan Guttridge, direttore del centro – William Winram, responsabile del progetto – Andrea Zuccari. Foto ©Andrea Zuccari

Andrea ha tenuto diverse lezioni di apnea in Italia dopo il suo rientro dall’isola di Bimini e fra pochi giorni ritornerà nelle acque di Sharm El Sheikh  per poter continuare ad insegnare e ad allenare gli appassionati del respiro trattenuto di tutto il nostro Pianeta Blu. Pubblicheremo altre notizie riguardanti questo nostro atleta italiano che è anche un bravo fotografo da come potete vedere negli scatti che alleghiamo a questo articolo.

Grazie Andrea e a presto nel Blu!
Francesca N. Manca per Missione Blu & Missione BluWordPress
Photo credits ©Andrea Zuccari e ©William Winram.
Per maggiori informazioni
 Freediving World: the new Apnea Center in Sharm El Sheikh. – Didactic: Apnea Academy, SSI, AIDA
Dr. Tristan Guttridge  Bimini Biological Field Station Foundation (BBFSF)