Storia di “Filo da Pesca”.

OPERAZIONE SALVATAGGIO DI UN GRANDE SQUALO BIANCO

Quella che vi stiamo per raccontare è una storia poco conosciuta e con un lieto fine straordinario.

 Febbraio 2013.  Ci troviamo a Gansbaai, in Sud Africa, considerata la capitale mondiale del grande squalo bianco. Una giovane esemplare di femmina di 3 m circa di grande squalo bianco viene avvistata da alcuni operatori di “cage diving” (attività di osservazione squali dalla gabbia) al largo di Kleinbaai. L’animale ha attorcigliato al suo corpo un filo da pesca che gli sta procurando un taglio profondo e che potrebbe lentamente ucciderlo.

Stiamo parlando di una creatura importante per l’equilibrio e la salute degli oceani, capace di sopravvivere da 400 milioni di anni nel nostro pianeta e che ora versa in grosse difficoltà per cause umane. Questo squalo è una creatura solitamente incompresa, temuta e spesso demonizzata a causa dei suoi sporadici ed accidentali attacchi all’uomo. In realtà non è altro che un animale possente capace di sprigionare fascino, energia magnetica e allo stesso tempo contrastanti opinioni a causa di diseducativi cliché perpetrati dai media e da films  come “Lo Squalo” di Spielberg che lo hanno reso “famoso” in tutto il pianeta.

E’ noto che il grande squalo bianco è una specie protetta in Sud Africa, studiato e “amato” in questo villaggio attrezzato per accogliere turisti, volontari, studenti ed esperti scienziati da tutto il pianeta. Spesso viene riconosciuto, catalogato e “chiamato” per nome grazie al riconoscimento della sua pinna dorsale [ per vedere come viene monitorato e studiato uno squalo bianco vi consiglio di guardare il seguente video https://www.youtube.com/watch?v=]

Ma perché questo esemplare versava in queste condizioni?

 

Foto ©Hennie Otto - Marine Dynamics

L’esemplare di grande squalo bianco con il filo attorcigliato e la evidente ferita.                                                                                      Foto ©Hennie Otto

 

Nonostante in Sud Africa, questa specie sia una razza protetta, i bianchi e altri squali possono incorrere in diversi “attentati” perpetrati dalla razza umana tra cui quelli di pescatori senza scrupoli che tentano di catturarli per il commercio della loro carne, per il valore delle loro pinne (dal quale si ricava la famosa zuppa di cui il mercato orientale è ghiotto), per i loro denti e per le loro mascelle da rivendere poi al mercato nero come souvenir per i turisti.

Wilfred Chivell, è un noto attivista, proprietario di Marine Dynamics e fondatore di Dyer Island Conservation Trust a Kleinbaai, ed è conosciuto per la sua tempra e attivismo continuo per la salvaguardia di questi animali. Egli, contattando il Dipartimento di Oceani e coste, ottiene in 48 ore il permesso del governo per imbastire “l’operazione salvataggio”, il tutto coadiuvato da un team di ricercatori in collaborazione con il “Two Ocean Aquarium” di Cape Town.

La creatura era stata avvistata da alcuni operatori già nel mese di gennaio, ma il cattivo tempo aveva impedito al team di agire tempestivamente, inoltre si temeva di non trovarlo più poiché la maggior parte degli squali bianchi trascorrono solo alcune settimane alla volta nella stessa area. I timori che lo squalo avesse lasciato la baia prima che la squadra potesse agire crescevano di giorno in giorno.

Ma ecco che il 5 febbraio 2013, “Filo da Pesca” riappare.

La ferita causata dal filo era più profonda e il team sapeva che quella poteva essere l’ultima possibilità per aiutarlo. L’equipaggio aveva pronto in barca un gancio speciale studiato appositamente per poterlo liberare  e che ha permesso in pochi minuti il taglio del filo sul corpo dell’animale. La femmina è stata  infatti “avvicinata” e sapientemente guidata verso il lato della barca da Pieter du Toit  per poi essere liberata con l’aiuto del resto dell’equipaggio. Grande eccitazione ed entusiasmo vedere un’esemplare del genere riprendere il largo nel suo ambiente naturale.

Giugno 2013: filo da pesca si fa rivedere nelle acque della riserva marina di Dyer Island, quasi a voler mostrare gratitudine all’equipaggio. La sua ferita è completamente rimarginata. Quel giorno i turisti a bordo di Slashfin, la barca usata per l’attività di cage diving ( immersioni in gabbie sicure e attrezzate per l’osservazione ravvicinata dei grandi bianchi) sono stati fortunati testimoni di un ottimo esempio di conservazione grazie ad un team di persone straordinarie legate da una grande passione. Non è un caso se il loro motto è : “Discover to protect”.

MArine Dynamics_FILO DA PESCA

L’esemplare di grande squalo bianco avvistato nel febbraio 2013 e a giugno 2013                                               Foto ©Nicola Stelluto – ©Hennie Otto

Ecco il video del salvataggio.

Marine Dynamics e Dyer Island Conservation Trust: offrono no solo tours guidati per l’osservazione di queste creature ma sono impegnate in attività di ricerca in corso, istruzione, e progetti di conservazione all’interno della comunità locale di Gansbaai. http://www.sharkwatchsa.com/en/saving-the-ocean/our-conservation-efforts/– www.sharkwatchsa.com / www.dict.org.za

Il presente articolo è redatto, riadattato da Francesca N. Manca per il pubblico italiano ed è tratto dall’articolo originale del blog di Dyer Island Conservation Trust >http://www.dict.org.za/blogs/2013/02/great-white-shark-freed-from-deadly-fishing-line/

Photo credits ©Nicola Stelluto – ©Hennie Otto – Marine Dynamics Tours www.SharkWatchSa.com – ALL RIGHTS RESERVED

Foto copertina ©Francesca N. Manca con Marine Dynamics Tours  www.SharkWatchSa.com – ALL RIGHTS RESERVED

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