IL GRANDE INCOMPRESO

Il potere della comunicazione dietro un immagine poco rassicurante. 

Quando vediamo immagini a “tutto denti”di animali feroci l’effetto immediato è uno solo: paura. Ma può un’ immagine terrificante spingere ad andare oltre  la paura stessa? E’ quello che mi sono domandata dopo aver vissuto diversi mesi in luogo chiamato  Gansbaai a “contatto ravvicinato” con quelle creature che vengono considerate erroneamente delle “macchine assassine”.

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Foto panoramica del porto turistico di Gansbaai, Kleinbaai, scattata a bordo del cesna di African Wings. ©Francesca N. Manca

Uno esemplare di grande squalo bianco salta fuori dall’acqua ( il salto è chiamato “breach” ) durante una predazione naturale di un’otaria del capo.

Gansbaai, è un piccolo villaggio di  pescatori, conosciuta come la capitale turistica mondiale del grande squalo bianco ed è un luogo carico di energia capace di attrarre migliaia di persone ogni anno. Gli abitanti di questi luoghi hanno capito e sviluppato le potenzialità del territorio concentrandosi sull’accoglienza turistica e le  diverse attività correlate per osservare in mare i “marine big five “,  le creature che siamo abituati a vedere normalmente nei documentari o nei film alla tv.  Gyser Rock, piccola isola rocciosa, è la casa di circa sessanta mila otarie del capo, Dyer Island quella di migliaia di pinguini africani da salvaguardare, Shark Alley è il canale dove transitano grossi esemplari di grandi squali bianchi in inverno, Pearly Beach, De Kelderes e Walker Bay sono le zone scelte dalle  balene australi per giocare, accoppiarsi ed allattare i loro piccoli. Dall’alba al tramonto, nel piccolo porticciolo di Kleinbaai,  centinaia di persone partono a bordo di barche alla volta di Shark Alley per provare l’emozione dello “shark cage diving”, l’osservazione/immersione dalla gabbia per osservare il famigerato “Carcharodon carcharias“, il protagonista del film Jaws di di Steven Spielberg.

La barca Slashfin utilizzata per l'attività di osservazioni squali bianchi

La barca Slashfin utilizzata per l’attività di osservazioni squali bianchi. Foto©Francesca N. Manca per Marine Dynamics.

Matilda, volontaria svedese, prende nota degli avvistamenti delle balene australi per studiare i loro spostamenti. [Foto ©Francesca N. Manca per Dyer Island Cruises http://www.WhaleWatchSa.com]

Come dentro un film si ha la possibilità unica di assistere ad uno show-real  adrenalinico-didattico, fotografare, filmare e così conoscere e  studiare i comportamenti predatoriali di un animale sopravvissuto da migliaia di anni. Con la crescita esponenziale del turismo e la nascita di tante attività collegate sono sorti anche progetti di volontariato che permettono a studenti e ad appassionati provenienti da diversi stati del pianeta di soggiornare per settimane in strutture accoglienti ed attrezzate e poter così studiare e vedere da vicino creature come i grandi squali bianchi, le balene australi e i pinguini del capo. L’ INTERNATIONAL MARINE VOLUNTEERS  è un centro attrezzatissimo con personale addestrato all’accoglienza e al coinvolgimento diretto dei ragazzi in diverse attività inerenti la conservazione e tutela del territorio. Aderendo al programma, i volontari hanno infatti  la possibilità di stare a stretto contatto con i locali e i biologi esperti  residenti, assoldandosi differenti compiti  come quelli dell’accoglienza, assistenza dei turisti a bordo delle barche usate per l’osservazione ed il coinvolgimento diretto in progetti di studio e monitoraggio riguardanti gli squali.

Le attività svolte sono moltissime e non mancano le giornate in cui  i volontari sono impegnati nella  pulizie delle spiagge,  l’installazione e la manutenzione di apposite casette ideate per favorire la nidificazione dei pinguini in difficoltà e la sistemazione / manutenzione e svuotamento degli apposti contenitori installati lungo la costa per la raccolta dei fili da pesca.  Inoltre settimanalmente si ha la possibilità di assistere a lezioni di biologia marina e di conservazione con gli esperti internazionali,  ospiti annualmente del centro, e di vistare i luoghi mozzafiato attorno all’area con gli “interns”, gli interni residenti che si specializzano come tutori/ guide grazie al supporto di Dyer Island Conservation Trust. Nel programma spicca in primis l’importanza della COMUNICAZIONE ed il POTERE DELLA TESTIMONIANZA, valori importanti che questi ragazzi imparano dopo pochi giorni dal loro arrivo ritrovandosi ad essere dei DIVULGATORI entusiasti, appassionati e contagiosi una volta tornati a casa. E’ da qui, che dopo diversi mesi spesi in mare, a contatto con ragazzi provenienti da tutto il mondo, nasce un progetto divulgativo, incentrato su una nuova comunicazione visiva che ho curato personalmente grazie a Marine Dynamics Tours ed ai diversi scatti fotografici effettuati durante le mie uscite in mare. Lo scopo è quello di  sfruttare le immagini per parlare correttamente di CONSERVAZIONE, PROTEZIONE ed EDUCAZIONE e far abbandonare  l’idea errata nei riguardi di queste creature, si potenzialmente pericolose, ma pur sempre creature degne di rispetto e protezione. A volte un inquietante immagine può nascondere un potente messaggio inaspettato. Mostrando infatti ciò che la gente di solito vuole guardare e lavorando sulla loro attenzione e curiosità, è possibile aumentare la conoscenza ed in seguito la giusta protezione riguardo ad un animale considerato, erroneamente, pericoloso per l’uomo e quindi da UCCIDERE.

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L’imagine originale dal quale è stata creata la locandina. ©Francesca N. Manca con Marine Dynamics http://www.SharkWatchSa.com

Un immagine “impattante ed attraente”  si trasforma in una sorta di calamita che incuriosendo l’osservatore lo spinge a sapere di più. Ricordate la frase del Piccolo Principe?

” Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. “

Per coloro che amano e che guardano queste creature con gli occhi della “passione” rendere visibile e proteggere creature potenzialmente pericolose è spontaneo, ma lo è meno per chi invece ha quel timore atavico e talvolta incontrollato . Quindi perché non partire da un’immagine per andare più a fondo?

Grazie all’aiuto di due volontari aderenti al progetto è stato possibile creare delle locandine tradotte in altre lingue  per raggiungere più visibilità anche in altri stati.  Anton Desmazeau,  affezionato volontario che da anni ritorna a Gansbaai, ha curato la traduzione in francese e Arne Verne quella in norvegese. 

Non essere impressionato .. Egli è spesso incompreso!.

Don’t be in awe… He is often misunderstood!

Ne soyez pas impressionné .. Il est souvent uncompris!.

Ikke bli imponert .. Han blir ofte misforstått!.

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La locandina in versione multilingua usata per il progetto MISUNDERSTOOD

” Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. “

come ha detto il Piccolo Principe. Quindi rendete visibile e proteggete ciò che senza il vostro aiuto potrebbe forse non essere mai più visto in futuro.

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Se desideri osservare i grandi squali bianchi in tutta sicurezza all’interno di una gabbia, assistito da personale esperto durante una vacanza in Sud Africa visita le pagine di MARINE DYNAMICS TOURS  www.SharkWatchSa.com. Se vuoi osservare da vicino le balene australi, visibili da giugno a dicembre visita la pagina di DYER ISLAND CRUISES http://www.WhaleWatchSa.com.

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Per saperne di più riguardo al INTERNATIONAL MARINE VOLUNTEERS ed ottenere ulteriori informazioni clicca > http://www.marinevolunteers.com  – Per prendere parte al progetto di volontariato puoi scrivere a  volunteers@sharkwatchsa.com. Per una testimonianza e consigli in lingua italiana dell’esperienza diretta  da me vissuta puoi scrivermi  a questo indirizzo mail  francesca.southafrica@gmail.com con soggetto  INFO INTERNATIONAL MARINE VOLUNTEERS

Francesca N. Manca per MissioneBluWordress

Tutte le immagini sono protette da ©copyright Francesca N. Manca con Marine Dynamics Tours e Dyer Island Cruises

 

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Il coraggio di surfare…

Il mare spesso parla con parole lontane, dice cose che nessuno sa. Soltanto quelli che conoscono l’amore possono apprendere la lezione dalle onde, che hanno il movimento del cuore.

Romano BattagliaUna rosa dal mare, 1994

 

Un surfista muore a seguito di un attacco di un Grande Squalo Bianco in Australia e Evan Morgan, scrittore, surfista e viaggiatore, scrive un articolo in controtendenza usando parole nuove per descrivere quella che è una perdita, una tragedia.. parole forti e altrettanto meravigliose che spiegano molto di ciò che provano i “cavalieri indomiti delle onde”.

 

“.. amava essere nel mare , tanto che era disposto a rischiare la sua vita per farlo. Quante persone possono dire ciò? Non sono d’accordo quando viene usato il termine tragedia per descrivere quanto accaduto.. ma io credo invece sia meglio usare automaticamente parole come “onore” e ” rispetto”. Penso a parole come ” passione ” e “vivere”.

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Foto ©Francesca Manca di Villahermosa

Un uomo che aveva il coraggio di fare quello che amava e vivere fedele a se stesso …

Che cosa è più tragico? Un uomo che respira il suo ultimo respiro in giovane età mentre sta facendo ciò che ama o un uomo che non sa come ci si sente ad avere il coraggio di farlo vivendo il doppio del tempo, solo per morire di vecchiaia in un letto d’ospedale e senza sapere che sensazione bellissima si perde ?

Foto ©Francesca Manca di Villahermosa

La morte è parte della vita. E ‘ l’unico risultato inevitabile che ogni essere umano sulla terra finirà per condividere. Ognuno di voi morirà. Quanti di noi in realtà Vivono?” .. Gli squali … Sono ” i guardiani del mare “.. Solo le persone che amano il mare , solo le persone che sanno cosa significa vivere, entrano in mare in momenti come questi, e quelle sono le uniche persone che appartengono al mare. Queste sono le persone che amano il mare, per quello che è , la nostra casa…

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Foto ©Francesca Manca di Villahermosa

“Non si può amare l’oceano, e non si può amare il surf, la navigazione, senza rispettare gli squali perché fanno parte della “struttura” di ciò che amiamo.”

 

Grazie a Sanchia Chivell per averci fatto scoprire questo articolo.

L’articolo originale di Evan Morgan lo trovate a questo link > http://http://www.theinertia.com/surf/to-know-what-living-is-life-death-and-sharks-in-west-australia/

Le belle foto suggestive visibili nel presente articolo sono state pubblicate per gentil concessione di Francesca Manca di Villahermosa che ringraziamo. (ph.©FMdiV.)