Georgina, 100 anni e il suo speciale incontro con lo squalo bianco!

Georgina Harwood, 100 anni e piena di ‪#‎Vita‬!

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Georgina Harwood con Dickie Chivell, membro d’equipaggio che l’ha assistita in gabbia durante la sua immersione. Foto di Kelly Barker per Marine Dynamics.

Non ha mostrato alcuna paura Georgina nell’immergersi dentro una gabbia d’acciaio nelle fredde acque sudafricane di Gansbaai, la capitale mondiale del grande squalo bianco. Assistita dal personale altamente qualificato di Marine Dynamics, una compagnia utrapremiata per essere impegnata in diversi programmi e progetti di eco-turismo sostenibile in Sud Africa, si è imbarcata a bordo della barca  “Slashfin” per raggiungere la località che ogni giorno migliaia di turisti visitano per incontrare la specie più temuta di squalo al mondo.

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Georgina dentro la gabbia che permette ai turisti di osservare il temuto grande squalo bianco in tutta sicurezza. Foto di Kelly Barker per Marine Dynamics.

Certo la sua agilità non era quella di una ragazzina, ma la sua emozione ed entusiasmo sono stati contagiosi ed ammirevoli. La notizia ha infatti fatto il giro del mondo in poche ore e la sua testimonianza ha voluto mostrare quanto queste temute creature siano da capire, proteggere e salvaguardare.

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Georgina con alcuni membri d’equipaggio a bordo della barca di Marine Dynamics.

Questa frizzante centenaria si è recentemente paracadutata in tandem a Città del Capo per raccogliere fondi per il National Institute Sea Rescue (http://www.nsri.org.za).

Marine Dynamics, a seguito della sua visita, ha donato all’istituto NISR 5000 rand africani.

Meravigliosa vecchina! Guardate il video!Georgina con il #GrandeSqualoBianco in ‪#‎SudAfrica‬

Testo di Francesca N. Manca con Marine Dynamics – www. SharkWatchSa.com  per Missione Blu Blog

Foto ©Kelly Barker per Marine Dynamics http://www.SharkWatchSa.com

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Sogni blu con mamma balena..

Video

La megattera (Megaptera novaeanglia) con il suo piccolo.
“Tonga Humpback Whales – Mother & Calf Approach” by Blue Sphere Media
Fonte https://vimeo.com/44117028

La balena artica che migra al sud.

La balena della Groenlandia, nota anche come balena franca della Groenlandia, balena artica, è una balena appartenente alla famiglia delle balene franche, i Balenidi. La “bowhead” è chiamata così per la sua bocca a forma di arco ed è di colore nero con una macchia biancastra sul mento, interrotta da una ‘collana’ di macchie nere. A questa balena manca la pinna dorsale e di solito è visibile dalla superficie dell’acqua grazie alle sue protuberanze che partono dalla testa per arrivare a metà schiena Le femmine sono più grandi dei maschi, ma per il resto i due sessi sono generalmente di aspetto simile. Si pensa ce ne siano rimaste non più di 17.000. E’ stata per millenni un bersaglio facile grazie alla sua andatura lenta e pacifica per i cacciatori indigeni, tuttora autorizzati a catturare non più di 69 esemplari all’anno in base alle norme IWC, dell’Alaska , Chukotka e della Groenlandia. 1180604042

Dopo molti anni di ipotesi discordanti sul numero delle specie di Balenidi, recenti prove genetiche indicano che ne esistono quattro specie distinte. Queste specie sono state tradizionalmente suddivise in due generi.

La balena della Groenlandia viene attualmente considerata una specie individuale ed è stata classificata in un genere monotipico fin dagli studi di Gray nel 1821. Le tre specie rimanenti vengono classificate insieme in un genere separato. A supporto di questa suddivisione in due generi vi sono, però, poche differenze genetiche. Infatti, gli scienziati individuano maggiori differenze tra le specie di Balaenoptera che tra la balena della Groenlandia e le balene franche. Tuttavia sembra probabile che tra pochi anni, dopo ulteriori ricerche, tutte e quattro le specie verranno classificate in un solo genere.

Specie

Questa meravigliosa creatura era stata avvistata l’ultima volta nel 2012 al largo della costa di Cape Cod e con grande meraviglia e stupore è stata vista nuovamente a Cape Cod Bay, ossia ancora più a sud. Non era mai stato documentato  nessun avvistamento in questa zona del nostro pianeta e tra i ricercatori e studiosi vi sono contrastanti reazioni di entusiasmo e preoccupazione allo stesso tempo. La presenza a Cape Cod della balena dalla testa ad arco, che abita normalmente l’Oceano Artico e le parti settentrionali lontano dagli oceani Atlantico e Pacifico, solleva profonde domande su come le balene si stiano adattando a un ambiente che cambia negli oceani di tutto il mondo . I ricercatori al momento non possiedono ancora informazioni sufficienti per spiegare se questo spostamento/migrazione sia collegato al cambiamento climatico . Attraverso le numerose foto aeree scattate saranno in grado di identificarle e capire se sono le stesse avvistate anni fa e se le loro abitudine stanno veramente cambiando nuovamente. ©Paul Nicklen - BowheadWhale Esiste un bellissimo documentario di quasi un’ora in inglese che spiega molto su queste creature e vi consigliamo la visione.

Bowhead Whale of the Arctic (Nature Documentary)

Per saperne di più clicca e leggi la fonte originale dell’articolo:

Cape Cod sighting of rare whale raises concerns by Sarah Schweitzer > http://www.bostonglobe.com/metro/2014/04/21/rare-whale-sighting-cape-cod-bay/sEWUplpnGwNYLLwtO2pQQJ/story.html

Altre fonti di informazioni tratte da: – http://it.wikipedia.org/wiki/Balaena_mysticetus – http://it.wikipedia.org/wiki/Balaena_mysticetus

Foto ©Paul Nicklen 

Francesca N. Manca per Missione Blu Word Press

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Il Plankton e come comincia la vita nell’oceano profondo di Tierney Thys

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Nuove tecniche di videoripresa hanno permesso ai biologi e scienziati del settore di poter studiare meglio il microscopico ecosistema degli oceani e rivelare così in tutta la loro complessità una straoridianria bellezza.

La biologa marina Tierney Thys ha ideato questo film concepito per accendere stupore e curiosità su questo mondo nascosto collaborando con Christian Sardet (CNRS / Tara Oceans), Noé Sardet e Sharif Mirshak con il progetto Plancton Chronicles. ( http://parafilms.com/portfolio/the-plankton-chronicles/)

Come comincia la vita nell’oceano profondo?

Dove calamari , meduse ed altre creature marine cominciano la vita? La storia di un riccio di mare svela una bellissima saga di fecondazione , lo sviluppo e la crescita nelle profondità dell’oceano .

Chi è Tierney Thys? > http://oceansunfish.org/t2.php

TED Lessons http://ed.ted.com/lessons/the-secret-life-of-plankton

TED Lessons http://ed.ted.com/lessons/how-life-begins-in-the-deep-ocean

Plankton Chronicles http://www.planktonchronicles.org/en – http://parafilms.com/portfolio/the-plankton-chronicles/

Francesca N. Manca per MissioneBlu WordPress

Quel magico respiro trattenuto … tra gli squali!

Una volta che entrate nelle profondità del mare, tutto è calmo, tutto è pace. L’agitazione, il rumore e la confusione sono tutti negli strati esterni. Nei recessi più remoti del cuore c’è una riserva di pace, nella quale dovete prendere rifugio. Potete assicurarvi la pace e la gioia realizzando che esse fanno già parte della vostra stessa natura. La vera pace si può trovare solo nelle profondità dello spirito, nella disciplina della mente e nella fede nella base di tutta questa apparente molteplicità. Quando avete la pace è come se aveste dell’oro, col quale poter fare qualsiasi gioiello.

                                                     Maestro Indiano

zuc4La magia dell’immersione profonda senza l’uso di ausili per respirare ma solamente  trattenendo il respiro rimane da sempre il desiderio inconscio dell’uomo nel misurarsi con i suoi limiti ed avvicinarsi all’essere un pesce. Il magico silenzio che aleggia nelle profondità è un richiamo ad ascoltare non solo se stessi ma anche le voci che ci circondano con più attenzione.

La passione per l’apnea porta numerosi atleti non solo a spingersi nel raggiungere record sempre più al limite del possibile, ma anche al desiderio di interagire con le creature degli abissi quasi a voler diventare un po’ come loro. Mante, delfini, balene, aquile di mare.. possono essere solo alcune delle specie marine che questi atleti hanno la fortuna di incontrare durante i loro allenamenti o immersioni ricreative.

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Andrea Zuccari esulta dopo aver conquistato il suo record -135 ! ©FreedivingWorld

Dopo numerosi record e sfide vinte in acque profonde del Mar Rosso, Andrea Zuccari detiene dallo scorso anno il record italiano di apnea profonda in assetto variabile regolamentato. Il 2 dicembre del 2013 Zuccari ha  raggiunto la profondità di -135 metri con l’ausilio di una slitta munita di zavorra ed è risalito in superficie con il suo monopinna in 2′50″ di tempo totale d’immersione. http://www.youtube.com/watch?v=qNz4MQHNuaE Nella nostra intervista Andrea ci racconta: Etichettare gli squali martello in apnea è stato altrettanto emozionante! “ ed attraverso i suoi bellissimi scatti si può “respirare” la grande emozione che ha provato in quelle acque turchesi a contatto con creature tanto temute quanto vulnerabili. L’atleta romano è rientrato lo scorso gennaio dalle Bahamas dove ha preso parte ad un progetto di ricerca e studio unico nel suo genere. Nell’isola bahamense di Bimini presso il “Biological Field Station Foundation sono da tempo residenti ricercatori che svolgono attività di monitoraggio e studio su diverse specie di squali endemici e Andrea è stato invitato dall’apneista e record man William Winram, a collaborare  a “The Watermen Project“. Andrea ci spiega un po’ più dettagliatamente la sua collaborazione.

Andra Zuccari con squalo nutrice.  Photo ©William Winram

Andrea Zuccari scatta una foto ad uno squalo nutrice – Ginglymostoma cirratum.                             Foto ©William Winram

  ” I trasmettitori vengono applicati durante l’immersione in apnea “sparando” con dei fucili appositi vicino alla pinna dorsale dei martelli giganti ( great hammerhead – squalo martello maggiore – Sphyrna mokarranhanno una vita di circa due anni ed emettono un segnale audio.
Tag Action ©Andrea Zuccari

William Winram durante la “taggatura” dello squalo martello con l’apposito fucile.                             Foto ©Andrea Zuccari

In un secondo momento, attorno all’isola, vengono installati dei ricevitori che captano il segnale acustico emesso dai trasmettitoti ogni volta che uno squalo martelo si avvicina a una distanza di 500 mt c.
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Il ricevitore che capta il segnale acustico emesso dal trasmettitore applicato sul corpo dello squalo. Foto ©Andrea Zuccari

I ricevitori vengono recuperati ogni tre mesi per poter scaricare i dati e poter effettuare così una mappa dei movimenti attorno all’isola e in seguito riposizionati per continuare la loro nuova registrazione.”
Transmitter ©Andrea Zuccari

Il direttore del centro di ricerca, il Dott. Tristan Guttridge, mostra il ricevitore e come viene effettuato lo scarico dei dati. Foto ©Andrea Zuccari

Andrea ci spiega inoltre che i “tag” hanno dei colori distintivi a seconda dei luoghi in cui vengono applicati ( vedi foto ) in quanto  esiste uno scambio di dati con  alcuni centri di ricerca in Florida o in altre isole adiacenti.  In questo modo possono arrivare a capire se questi martelli compiono migrazioni di migliaia di chilometri e scoprire così le loro rotte  in base alle stagioni.  

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Uno squalo martello con il “tag” distintivo colorato. Foto©Andrea Zuccari

Perché si usano i trasmettitori audio e non mini trasmettitori satellitari?
“Si usano trasmettitori audio, che emettono una frequenza non percepita ne dall’orecchio umano ne dallo squalo stesso, perché più economici. Un singolo trasmettitore audio costa circa 400 euro l’uno, un trasmettitore satellitare invece almeno 2000 euro l’uno. Al momento purtroppo i fondi del progetto di William Winram  non sono sufficienti ad affrontare tali spese, ma siamo speranzosi in futuro di poter usufruire di tali tecnologie ancora più all’avanguardia e utili per la ricerca.”
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Un bell’esemplare di squalo martello maggiore – Sphyrna mokarran. Foto ©Andrea Zuccari

Ma qual’è lo scopo ed il fine di questi studi?                                                                     “Le isole Bahamas, ci spiega Andrea ” sono un “santuario” dove la pesca degli squali martello e’ già stata vietata dal governo alcuni anni fa. Con questo studio, oltre che a monitorare le abitudini di questi animali e i loro spostamenti, si vuole dare un ulteriore aiuto alla ricerca che mira a scoprire i loro presumibili spostamenti sulle coste della Florida sensibilizzando così altri governi ad instaurare ulteriori divieti di pesca per questi esemplari e altre specie di squali nel mondo sempre e comunque a rischio di estinzione.”

William Winram - Andrea Zuccari presso il centro di ricerca squali di Bimini, Bahamas.

Tristan Guttridge, direttore del centro – William Winram, responsabile del progetto – Andrea Zuccari. Foto ©Andrea Zuccari

Andrea ha tenuto diverse lezioni di apnea in Italia dopo il suo rientro dall’isola di Bimini e fra pochi giorni ritornerà nelle acque di Sharm El Sheikh  per poter continuare ad insegnare e ad allenare gli appassionati del respiro trattenuto di tutto il nostro Pianeta Blu. Pubblicheremo altre notizie riguardanti questo nostro atleta italiano che è anche un bravo fotografo da come potete vedere negli scatti che alleghiamo a questo articolo.

Grazie Andrea e a presto nel Blu!
Francesca N. Manca per Missione Blu & Missione BluWordPress
Photo credits ©Andrea Zuccari e ©William Winram.
Per maggiori informazioni
 Freediving World: the new Apnea Center in Sharm El Sheikh. – Didactic: Apnea Academy, SSI, AIDA
Dr. Tristan Guttridge  Bimini Biological Field Station Foundation (BBFSF)

One Shot & Blue Meditation

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One Shot & Blue Meditation Viviamo in un mondo meraviglioso che è pieno di bellezza, fascino e avventura. Non c’è fine alle avventure, le possiamo avere se solo le cerchiamo con i nostri occhi aperti ”

“We live in a wonderful world that is full of beauty, charm, and adventure. There is no end to the adventures we can have if only we seek them with our eyes open.”

Jawaharial Nehru.

Foto ritraente l’italiana Cristina Zenato nelle acque bahamensi con i suoi squali caraibici.