Sulle Orme del Grande Squalo Bianco!

” Il 2014 ha segnato l’undicesimo anno del Dr. Primo Micarelli per tornare a Kleinbaai in Sud Africa e per continuare i suoi studi sul comportamento e la biologia dei grandi squali bianchi.

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Il Dr. Micarelli è il Coordinatore e Responsabile Scientifico della spedizione studio italiana denominata “Sulle Orme del Grande Squalo Bianco” del “Centro Studi Squali”,  un gruppo di ricerca situato a Massa Marittima, in Toscana, Italia .

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Per leggere l’intero articolo dedicato a questo meraviglioso team andate direttamente sul blog di Dyer Island Conservation Trust  cliccando a questo link > http://www.dict.org.za/blogs/2014/05/sulle-tracce-del-grande-squalo-bianco/

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IL GRANDE INCOMPRESO

Il potere della comunicazione dietro un immagine poco rassicurante. 

Quando vediamo immagini a “tutto denti”di animali feroci l’effetto immediato è uno solo: paura. Ma può un’ immagine terrificante spingere ad andare oltre  la paura stessa? E’ quello che mi sono domandata dopo aver vissuto diversi mesi in luogo chiamato  Gansbaai a “contatto ravvicinato” con quelle creature che vengono considerate erroneamente delle “macchine assassine”.

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Foto panoramica del porto turistico di Gansbaai, Kleinbaai, scattata a bordo del cesna di African Wings. ©Francesca N. Manca

Uno esemplare di grande squalo bianco salta fuori dall’acqua ( il salto è chiamato “breach” ) durante una predazione naturale di un’otaria del capo.

Gansbaai, è un piccolo villaggio di  pescatori, conosciuta come la capitale turistica mondiale del grande squalo bianco ed è un luogo carico di energia capace di attrarre migliaia di persone ogni anno. Gli abitanti di questi luoghi hanno capito e sviluppato le potenzialità del territorio concentrandosi sull’accoglienza turistica e le  diverse attività correlate per osservare in mare i “marine big five “,  le creature che siamo abituati a vedere normalmente nei documentari o nei film alla tv.  Gyser Rock, piccola isola rocciosa, è la casa di circa sessanta mila otarie del capo, Dyer Island quella di migliaia di pinguini africani da salvaguardare, Shark Alley è il canale dove transitano grossi esemplari di grandi squali bianchi in inverno, Pearly Beach, De Kelderes e Walker Bay sono le zone scelte dalle  balene australi per giocare, accoppiarsi ed allattare i loro piccoli. Dall’alba al tramonto, nel piccolo porticciolo di Kleinbaai,  centinaia di persone partono a bordo di barche alla volta di Shark Alley per provare l’emozione dello “shark cage diving”, l’osservazione/immersione dalla gabbia per osservare il famigerato “Carcharodon carcharias“, il protagonista del film Jaws di di Steven Spielberg.

La barca Slashfin utilizzata per l'attività di osservazioni squali bianchi

La barca Slashfin utilizzata per l’attività di osservazioni squali bianchi. Foto©Francesca N. Manca per Marine Dynamics.

Matilda, volontaria svedese, prende nota degli avvistamenti delle balene australi per studiare i loro spostamenti. [Foto ©Francesca N. Manca per Dyer Island Cruises http://www.WhaleWatchSa.com]

Come dentro un film si ha la possibilità unica di assistere ad uno show-real  adrenalinico-didattico, fotografare, filmare e così conoscere e  studiare i comportamenti predatoriali di un animale sopravvissuto da migliaia di anni. Con la crescita esponenziale del turismo e la nascita di tante attività collegate sono sorti anche progetti di volontariato che permettono a studenti e ad appassionati provenienti da diversi stati del pianeta di soggiornare per settimane in strutture accoglienti ed attrezzate e poter così studiare e vedere da vicino creature come i grandi squali bianchi, le balene australi e i pinguini del capo. L’ INTERNATIONAL MARINE VOLUNTEERS  è un centro attrezzatissimo con personale addestrato all’accoglienza e al coinvolgimento diretto dei ragazzi in diverse attività inerenti la conservazione e tutela del territorio. Aderendo al programma, i volontari hanno infatti  la possibilità di stare a stretto contatto con i locali e i biologi esperti  residenti, assoldandosi differenti compiti  come quelli dell’accoglienza, assistenza dei turisti a bordo delle barche usate per l’osservazione ed il coinvolgimento diretto in progetti di studio e monitoraggio riguardanti gli squali.

Le attività svolte sono moltissime e non mancano le giornate in cui  i volontari sono impegnati nella  pulizie delle spiagge,  l’installazione e la manutenzione di apposite casette ideate per favorire la nidificazione dei pinguini in difficoltà e la sistemazione / manutenzione e svuotamento degli apposti contenitori installati lungo la costa per la raccolta dei fili da pesca.  Inoltre settimanalmente si ha la possibilità di assistere a lezioni di biologia marina e di conservazione con gli esperti internazionali,  ospiti annualmente del centro, e di vistare i luoghi mozzafiato attorno all’area con gli “interns”, gli interni residenti che si specializzano come tutori/ guide grazie al supporto di Dyer Island Conservation Trust. Nel programma spicca in primis l’importanza della COMUNICAZIONE ed il POTERE DELLA TESTIMONIANZA, valori importanti che questi ragazzi imparano dopo pochi giorni dal loro arrivo ritrovandosi ad essere dei DIVULGATORI entusiasti, appassionati e contagiosi una volta tornati a casa. E’ da qui, che dopo diversi mesi spesi in mare, a contatto con ragazzi provenienti da tutto il mondo, nasce un progetto divulgativo, incentrato su una nuova comunicazione visiva che ho curato personalmente grazie a Marine Dynamics Tours ed ai diversi scatti fotografici effettuati durante le mie uscite in mare. Lo scopo è quello di  sfruttare le immagini per parlare correttamente di CONSERVAZIONE, PROTEZIONE ed EDUCAZIONE e far abbandonare  l’idea errata nei riguardi di queste creature, si potenzialmente pericolose, ma pur sempre creature degne di rispetto e protezione. A volte un inquietante immagine può nascondere un potente messaggio inaspettato. Mostrando infatti ciò che la gente di solito vuole guardare e lavorando sulla loro attenzione e curiosità, è possibile aumentare la conoscenza ed in seguito la giusta protezione riguardo ad un animale considerato, erroneamente, pericoloso per l’uomo e quindi da UCCIDERE.

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L’imagine originale dal quale è stata creata la locandina. ©Francesca N. Manca con Marine Dynamics http://www.SharkWatchSa.com

Un immagine “impattante ed attraente”  si trasforma in una sorta di calamita che incuriosendo l’osservatore lo spinge a sapere di più. Ricordate la frase del Piccolo Principe?

” Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. “

Per coloro che amano e che guardano queste creature con gli occhi della “passione” rendere visibile e proteggere creature potenzialmente pericolose è spontaneo, ma lo è meno per chi invece ha quel timore atavico e talvolta incontrollato . Quindi perché non partire da un’immagine per andare più a fondo?

Grazie all’aiuto di due volontari aderenti al progetto è stato possibile creare delle locandine tradotte in altre lingue  per raggiungere più visibilità anche in altri stati.  Anton Desmazeau,  affezionato volontario che da anni ritorna a Gansbaai, ha curato la traduzione in francese e Arne Verne quella in norvegese. 

Non essere impressionato .. Egli è spesso incompreso!.

Don’t be in awe… He is often misunderstood!

Ne soyez pas impressionné .. Il est souvent uncompris!.

Ikke bli imponert .. Han blir ofte misforstått!.

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La locandina in versione multilingua usata per il progetto MISUNDERSTOOD

” Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. “

come ha detto il Piccolo Principe. Quindi rendete visibile e proteggete ciò che senza il vostro aiuto potrebbe forse non essere mai più visto in futuro.

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Se desideri osservare i grandi squali bianchi in tutta sicurezza all’interno di una gabbia, assistito da personale esperto durante una vacanza in Sud Africa visita le pagine di MARINE DYNAMICS TOURS  www.SharkWatchSa.com. Se vuoi osservare da vicino le balene australi, visibili da giugno a dicembre visita la pagina di DYER ISLAND CRUISES http://www.WhaleWatchSa.com.

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Per saperne di più riguardo al INTERNATIONAL MARINE VOLUNTEERS ed ottenere ulteriori informazioni clicca > http://www.marinevolunteers.com  – Per prendere parte al progetto di volontariato puoi scrivere a  volunteers@sharkwatchsa.com. Per una testimonianza e consigli in lingua italiana dell’esperienza diretta  da me vissuta puoi scrivermi  a questo indirizzo mail  francesca.southafrica@gmail.com con soggetto  INFO INTERNATIONAL MARINE VOLUNTEERS

Francesca N. Manca per MissioneBluWordress

Tutte le immagini sono protette da ©copyright Francesca N. Manca con Marine Dynamics Tours e Dyer Island Cruises

 

Nuda tra gli squali.. per salvarli!

Missione Blu ha molto a cuore la salute e la difesa degli squali del pianeta e oggi vi presenta una donna che si impegna costantemente per la loro salvaguardia in Sud Africa e non solo.

Lesley Rochat subacquea, fotografa, giornalista, attivista, oratrice, ma più conosciuta come la Shark Warrior “Squalo Guerriera, si è spogliata per nuotare nel mare di Durban tra quelle creature ancora troppo demonizzate e condannate a morte dall’uomo.

Questa donna bellissima infatti, simulando di essere lei stessa la vittima di un grande amo, con l’aiuto di altre due donne (una la conoscete già, è Raffaella Schlegel, subacquea e fotografa italiana) si immerge tra squali “danzanti” ed inscena il tutto senza tralasciare anche momenti esilaranti e un po’ pericolosi ..non certo per gli squali!.

Nel video che alleghiamo potete vedere alcune immagini da dietro le quinte del lavoro di preparazione.

Ma cosa c’è veramente dietro tutto questo? Con questo breve filmato Lesley invia al pubblico un potente messaggio:

” GET HOOKED ON CONSERVATION, BAN DRUMLINES  – Fatti agganciare nella conservazione e banna le drumlines*

L’unico e mirato scopo è quello di lanciare la campagna di sensibilizzazione contro l’abbattimento di squali  in Sud Africa ed in Australia che avviene per mezzo di reti antisqualo  e “drumlines”, le famigerate batterie di boe a cui sono fissate  grossi ami con esche.

Se si desidera essere parte attiva si può aderire alla campagna firmando la PETIZIONE che trovate a questo link > 

https://secure.avaaz.org/en/petition/KwaZuluNatal_Sharks_Board_Ban_Drumlines_Shark_Nets_in_South_Africa/?cjYRdcbhttp://

Per saperne di più, vi suggeriamo di visitare il blog di Lesley Rochat  e la sua pagina Facebook :

http://www.lesleyrochat.com: 

– https://www.nosharkcull.org

– https://sharkwarrior.com

FRANCESCA N. MANCA PER MISSIONE BLU WORD PRESS

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Storia di due Attoli di Thomas P. Peschak

Video

“Fin da bambino ho sognato l’oceano… “

Inizia così il video di Thomas P. Peschak, scienziato, direttore della conservazione di “Save Our Seas Foundation” e anche fotografo, giornalista per la rivista internazionale National Geographic.

Tartarughe in amore. Foto © Thomas P. Peschak

Ha trascorso gran parte della sua carriera di scienziato e fotoreporter  alla ricerca di un deserto marino incontaminato. Ha scoperto il suo “Sacro Graal” degli ambienti marini in una sezione remota del Canale di Mozambico, unendosi alla spedizione di Save Our Seas Foundation negli atolli di  Bassas Da India e Europa. In questo video egli ci mostra le immagini che ha fermato con la sua macchina fotografica durante la sua esperienza vissuta in uno dei luoghi  in cui ancora sopravvivono perfetti ecosistemi marini del nostro pianeta.

Whale Sharks by © Thomas P. Peschak

Squali e tartarughe e altre creature marine, appaiono nei suoi scatti come creature fiabesche quasi a ricordarci che siamo i fortunati abitanti di un territorio da adorare e proteggere ogni giorno…

© Thomas P. Peschak - 03-bassas-lagoon-galapagos-sharks-580v

A completamento del servizio dedicatogli nel National Geographic intitolato “Storia di due Attoli”  nel numero di aprile 2014, il Save Our Seas Foundation pubblica on line uno speciale servizio fotografico che conduce il lettore nella parte occidentale dell’Oceano Indiano. Attraverso gli scatti magici di Thomas P. Peschak si può osservare un ambiente marino incontaminato, un habitat da esplorare, conservare e da proteggere.

Buona visione.

Per vedere la pagina con l’intero servizio fotografico > JOURNEY TO THE WESTERN INDIAN OCEAN  http://features.saveourseas.com/journey-to-the-western-indian-ocean/

Il servizio fotografico su National Geographic Magazine A Tale of Two Atolls”http://ngm.nationalgeographic.com/2014/04/mozambique-atolls/peschak-photography

TUTTE LE FOTOGRAFIE SONO DI ©THOMAS P. PESCHAK 

Francesca N. Manca per Missione Blu WordPress 

Il Gattopardo di Eleonora de Sabata

Video

Quello che vedete nel video è un piccolo squaletto che ha poco più di sei settimane!.

Lui non lo sa, ma è il protagonista indiscusso del Progetto Stellaris di Eleonora de Sabata, giornalista, fotografa, ed instancabile ambasciatrice porta voce degli squali “partenopei” che si occupa da oltre vent’anni di mare – con un’attenzione particolare agli squali e il Mediterraneo – per stampa e TV nazionali e internazionali.

Dal sito del progetto Hai visto un’ uovo di gattuccio http://www.uovodigattuccio.it apprendiamo che il gattuccio maggiore o gattopardo (Scyliorhinus stellaris) è uno degli squali meno conosciuti del Mediterraneo.

Stellaris è il primo progetto di studio sul gattuccio maggiore o gattopardo, realizzato da subacquei coi subacquei al servizio del mare. La tua segnalazione è importante perché il gattopardo è una delle molte specie (il 42%) di squali e razze del Mediterraneo a rischio estinzione.

Dal sito divulghiamo  l’appello di Eleonora:

Hai visto un uovo di gattuccio maggiore?

Dicci dove e aggiorneremo la mappa delle zone “sensibili”. Hai foto di un gattuccio? Condividila, gli daremo un nome e cercheremo di capire se è già stato visto altrove. Partecipa ai BioBlitz, una festa della subacquea al servizio della scienza .. Il progetto è stato illustrato su molti media nazionali (il Messaggero, l’Arca di Noè di Canale5), è realizzato da MedSharks con il sostegno della Save Our Seas Foundation (qui la pagina del progetto) e di A.DI.SUB.

P.S. Mi raccomando, non toccare l’uovo. Lì dentro c’è uno squalo che MORDE!!! Scherzo, ovvio: però l’embrione è delicato e non dev’essere disturbato.” 

Progetto Stellaris ©Eleonora de Sabata

Presto dedicheremo un articolo a Eleonora de Sabata e ad un altro suo meraviglioso ed ambizioso progetto con protagonisti squali decisamente più grandi! Gli squali elefante!

Francesca N. Manca per Missione Blu WordPress

Quel magico respiro trattenuto … tra gli squali!

Una volta che entrate nelle profondità del mare, tutto è calmo, tutto è pace. L’agitazione, il rumore e la confusione sono tutti negli strati esterni. Nei recessi più remoti del cuore c’è una riserva di pace, nella quale dovete prendere rifugio. Potete assicurarvi la pace e la gioia realizzando che esse fanno già parte della vostra stessa natura. La vera pace si può trovare solo nelle profondità dello spirito, nella disciplina della mente e nella fede nella base di tutta questa apparente molteplicità. Quando avete la pace è come se aveste dell’oro, col quale poter fare qualsiasi gioiello.

                                                     Maestro Indiano

zuc4La magia dell’immersione profonda senza l’uso di ausili per respirare ma solamente  trattenendo il respiro rimane da sempre il desiderio inconscio dell’uomo nel misurarsi con i suoi limiti ed avvicinarsi all’essere un pesce. Il magico silenzio che aleggia nelle profondità è un richiamo ad ascoltare non solo se stessi ma anche le voci che ci circondano con più attenzione.

La passione per l’apnea porta numerosi atleti non solo a spingersi nel raggiungere record sempre più al limite del possibile, ma anche al desiderio di interagire con le creature degli abissi quasi a voler diventare un po’ come loro. Mante, delfini, balene, aquile di mare.. possono essere solo alcune delle specie marine che questi atleti hanno la fortuna di incontrare durante i loro allenamenti o immersioni ricreative.

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Andrea Zuccari esulta dopo aver conquistato il suo record -135 ! ©FreedivingWorld

Dopo numerosi record e sfide vinte in acque profonde del Mar Rosso, Andrea Zuccari detiene dallo scorso anno il record italiano di apnea profonda in assetto variabile regolamentato. Il 2 dicembre del 2013 Zuccari ha  raggiunto la profondità di -135 metri con l’ausilio di una slitta munita di zavorra ed è risalito in superficie con il suo monopinna in 2′50″ di tempo totale d’immersione. http://www.youtube.com/watch?v=qNz4MQHNuaE Nella nostra intervista Andrea ci racconta: Etichettare gli squali martello in apnea è stato altrettanto emozionante! “ ed attraverso i suoi bellissimi scatti si può “respirare” la grande emozione che ha provato in quelle acque turchesi a contatto con creature tanto temute quanto vulnerabili. L’atleta romano è rientrato lo scorso gennaio dalle Bahamas dove ha preso parte ad un progetto di ricerca e studio unico nel suo genere. Nell’isola bahamense di Bimini presso il “Biological Field Station Foundation sono da tempo residenti ricercatori che svolgono attività di monitoraggio e studio su diverse specie di squali endemici e Andrea è stato invitato dall’apneista e record man William Winram, a collaborare  a “The Watermen Project“. Andrea ci spiega un po’ più dettagliatamente la sua collaborazione.

Andra Zuccari con squalo nutrice.  Photo ©William Winram

Andrea Zuccari scatta una foto ad uno squalo nutrice – Ginglymostoma cirratum.                             Foto ©William Winram

  ” I trasmettitori vengono applicati durante l’immersione in apnea “sparando” con dei fucili appositi vicino alla pinna dorsale dei martelli giganti ( great hammerhead – squalo martello maggiore – Sphyrna mokarranhanno una vita di circa due anni ed emettono un segnale audio.
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William Winram durante la “taggatura” dello squalo martello con l’apposito fucile.                             Foto ©Andrea Zuccari

In un secondo momento, attorno all’isola, vengono installati dei ricevitori che captano il segnale acustico emesso dai trasmettitoti ogni volta che uno squalo martelo si avvicina a una distanza di 500 mt c.
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Il ricevitore che capta il segnale acustico emesso dal trasmettitore applicato sul corpo dello squalo. Foto ©Andrea Zuccari

I ricevitori vengono recuperati ogni tre mesi per poter scaricare i dati e poter effettuare così una mappa dei movimenti attorno all’isola e in seguito riposizionati per continuare la loro nuova registrazione.”
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Il direttore del centro di ricerca, il Dott. Tristan Guttridge, mostra il ricevitore e come viene effettuato lo scarico dei dati. Foto ©Andrea Zuccari

Andrea ci spiega inoltre che i “tag” hanno dei colori distintivi a seconda dei luoghi in cui vengono applicati ( vedi foto ) in quanto  esiste uno scambio di dati con  alcuni centri di ricerca in Florida o in altre isole adiacenti.  In questo modo possono arrivare a capire se questi martelli compiono migrazioni di migliaia di chilometri e scoprire così le loro rotte  in base alle stagioni.  

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Uno squalo martello con il “tag” distintivo colorato. Foto©Andrea Zuccari

Perché si usano i trasmettitori audio e non mini trasmettitori satellitari?
“Si usano trasmettitori audio, che emettono una frequenza non percepita ne dall’orecchio umano ne dallo squalo stesso, perché più economici. Un singolo trasmettitore audio costa circa 400 euro l’uno, un trasmettitore satellitare invece almeno 2000 euro l’uno. Al momento purtroppo i fondi del progetto di William Winram  non sono sufficienti ad affrontare tali spese, ma siamo speranzosi in futuro di poter usufruire di tali tecnologie ancora più all’avanguardia e utili per la ricerca.”
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Un bell’esemplare di squalo martello maggiore – Sphyrna mokarran. Foto ©Andrea Zuccari

Ma qual’è lo scopo ed il fine di questi studi?                                                                     “Le isole Bahamas, ci spiega Andrea ” sono un “santuario” dove la pesca degli squali martello e’ già stata vietata dal governo alcuni anni fa. Con questo studio, oltre che a monitorare le abitudini di questi animali e i loro spostamenti, si vuole dare un ulteriore aiuto alla ricerca che mira a scoprire i loro presumibili spostamenti sulle coste della Florida sensibilizzando così altri governi ad instaurare ulteriori divieti di pesca per questi esemplari e altre specie di squali nel mondo sempre e comunque a rischio di estinzione.”

William Winram - Andrea Zuccari presso il centro di ricerca squali di Bimini, Bahamas.

Tristan Guttridge, direttore del centro – William Winram, responsabile del progetto – Andrea Zuccari. Foto ©Andrea Zuccari

Andrea ha tenuto diverse lezioni di apnea in Italia dopo il suo rientro dall’isola di Bimini e fra pochi giorni ritornerà nelle acque di Sharm El Sheikh  per poter continuare ad insegnare e ad allenare gli appassionati del respiro trattenuto di tutto il nostro Pianeta Blu. Pubblicheremo altre notizie riguardanti questo nostro atleta italiano che è anche un bravo fotografo da come potete vedere negli scatti che alleghiamo a questo articolo.

Grazie Andrea e a presto nel Blu!
Francesca N. Manca per Missione Blu & Missione BluWordPress
Photo credits ©Andrea Zuccari e ©William Winram.
Per maggiori informazioni
 Freediving World: the new Apnea Center in Sharm El Sheikh. – Didactic: Apnea Academy, SSI, AIDA
Dr. Tristan Guttridge  Bimini Biological Field Station Foundation (BBFSF)

Un attacco fatale.. dei media.

Missione Blu & West Australians for Shark Conservation- WASC

Un’altra vita è stata persa di recente al largo della costa occidentale australiana a causa di un’attacco di grande squalo bianco (il 6° attacco in due anni).   In questo bell’articolo l’australiano Blair Ranford, volontario marino, surfista e amante degli squali, ci fa ragionare su come i media, i giornali e la gente continuino a trattare l’argomento di tali “disgrazie naturali” in maniera sbagliata. Nel momento in cui avviene un attacco e nel momento in cui la gente ha bisogno di capire e di avere la giusta istruzione al riguardo, i media si scatenano alimentando il terrore e l’odio ed incitando poi all’abbattimento di numerosi esemplari di queste creature che in mare sono i padroni di casa. Interessanti passaggi da leggere, scritti da un ragazzo che conosce da vicino questi animali incompresi. Eccone alcuni tradotti ed estrapolati dall’articolo che vi consiglio di leggere attentamente e poi condividere.

Un esemplare di grande squalo bianco nuota in acque torpide. Foto ©Blair Ranford

Un esemplare di grande squalo bianco nuota in acque torpide. Foto ©Blair Ranford

“Noi, come razza abbiamo distrutto, danneggiato e strappato la maggior parte degli ultimi grandi luoghi selvaggi con il nostro insaziabile desiderio di espanderci. ..

Vediamo leoni e tigri come splendidi animali , meritevoli di tutela . Esprimiamo indignazione se vediamo le immagini di persone che sostengono la loro testa, un trofeo pietoso per qualche meschino idiota. Eppure anche – gli squali – sono predatori Apex (all’apice della catena alimentare )… stanno combattendo una battaglia quotidiana per sopravvivere, per mantenere quel ruolo fondamentale da essi svolto..mantenere gli oceani sani ed in equilibrio. E tuttavia qui, in Australia,  il nostro governo li vuole rimuovere dalla lista in via di estinzione … Vogliono abbattere qualsiasi esemplare che si avvicinano alla costa .. creando un effetto placebo per far sentire la gente sicura di entrare in acqua.

Nella storia, gli abbattimenti di squalo, non hanno mai ridotto il rischio                                     di attacchi a lungo termine. Il rischio sarà sempre lì … ” 

©Blair Ranford

Splendido primo piano dalla gabbia. Foto ©Blair Ranford

 L’intero articolo originale lo trovate al seguente link:  http://www.wascgroup.com/?p=1426

Grazie a Blair Ranford.
WASC Membro e Sostenitore di “Volunteer Great White Shark Researcher”.

Francesca per MissioneBlu & MissioneBluWordPress